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TOTAL PRODUCTIVE MAINTENANCE (T.P.M.) |
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La TPM, studiata ed introdotta nelle aziende giapponesi negli anni sessanta, è ormai riconosciuta in modo unanime come lo strumento più attuale ed efficace di gestione dei processi produttivi in un'azienda lean.
Vuoi conoscere tutti gli aspetti della TPM? Vuoi capire come realizzare gli 8 pilastri della TPM e implementare la manutenzione autonoma? Organizza un corso TPM direttamente nella tua Azienda. In una sola giornata verranno esposti i pilastri fondamentali della TPM, riuscendo, nel modo piu diretto ed economico, a valutare come realizzare la TPM, da dove partire, quali pericoli evitare ed a quali obiettivi puntare. Il corso non sarà solo teorico, ma permetterà di valutare col docente/consulente la reale possibilità di sviluppo e di successo della metodologia nella specifica realtà produttiva.
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La TPM realizza l'integrazione fra produzione e manutenzione, nella condivisione degli obiettivi di produttività e qualità Ha l'obiettivo di ridurre le perdite e massimizzare l'efficienza degli impianti, attraverso il coinvolgimento e l'arricchimento delle risorse umane |
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Nell' evoluzione industriale, la manutenzione ha assunto straordinaria importanza, incidendo in termini sempre più significativi sulla competitività industriale, attraverso la ricerca di una più stretta collaborazione tra le parti coinvolte nel processo produttivo. |
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La TPM ha proprio nella Manutenzione Autonoma l’attività fondamentale sulla quale costruire e consolidare ogni successivo progetto di miglioramento. |
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| Il concetto di manutenzione si è particolarmente
evoluto negli ultimi anni grazie soprattutto all’impulso delle industrie giapponesi: dalla manutenzione su rottura si è passati alla manutenzione preventiva e alla manutenzione produttiva. TPM sono le prime tre lettere delle parole inglesi Total Productive Maintenance in cui il termine "maintenance" sta per sostegno (al processo di caccia agli sprechi e ricerca della eccellenza) , "total" indica la partecipazione di tutti in tutti i processi aziendali, "productive" sta per produttiva, quindi efficiente e propositiva, orientata al miglioramento continuo. Siamo quindi di fronte ad una realtà che ha trasformato la manutenzione tradizionale, di stile tipicamente americano (abbreviate con PM),in una politica di stile giapponese fondata sulla attività dei piccoli gruppi, che coinvolge in maniera trasversale tutti i livelli aziendali, dal vertice fino al personale di prima linea. |
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I campi d'azione della TPM si articolano su due piani diversi: organizzativo e tecnologico. Sul piano organizzativo l'obiettivo è il trasferimento all'interno del processo produttivo di tutte le responsabilità e quindi anche quelle relative alle prestazioni dei mezzi di lavoro e alle loro manutenzioni. In particolare la TPM stimola il processo di appropriazione della gestione della macchina da parte del conduttore o macchinista. Sul piano tecnologico l'obiettivo è il miglioramento della capacità della macchina di lavorare in qualità. Si agisce quindi sul miglioramento contestuale della disponibilità e della qualità e conseguente riduzione degli scarti, si punta cioè sull' ingegnerizzazione della manutenzione.
Generalmente una definizione efficace di TPM riporta cinque punti chiave |
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Aspetti tecnologici
Negli ultimi anni i macchinari e gli impianti industriali
hanno raggiunto un livello di complessità e di automazione molto elevato,
di conseguenza anche i capitali investiti sono cresciuti in pari misura
obbligando le aziende ad impegni finanziari molto gravosi e prolungati nel
tempo.
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Gli 8 pilastri per applicare la TPM
Il TPM , per raggiungere gli obiettivi suoi propri, è strutturato nei seguenti 8 pilastri:
1. miglioramento specifico dei macchinari; 2. manutenzione autonoma; 3. manutenzione programmata; 4. formazione ed addestramento; 5. progettazione degli impianti (Early Equipment Management); 6. manutenzione per la qualità; 7. miglioramento negli uffici; 8. sicurezza ed ambiente. |
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Le 6 grandi perdite degli impianti
La finalità concreta di tutta la attività di TPM è quella di ottenere la eliminazione di tutte quelle cause che impediscono agli impianti industriali di funzionare al massimo delle loro potenzialità. Con buona approssimazione, sono principalmente sei le cause che riducono in maniera rilevante l’efficienza produttiva degli impianti e in genere sono chiamate “le 6 grandi perdite degli impianti”. Esse sono:
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| Rendere più efficienti gli impianti, scopo della TPM,
significa fare in modo che le funzioni e le prestazioni degli impianti
siano espresse al massimo delle possibilità o, in altre parole, eliminare
le perdite. Riuscire nell’ottenimento di questo obbiettivo significa anche
rendere più sereni gli operatori nel loro lavoro e soprattutto contribuire
ad aumentare il profitto aziendale. E’ quando si è molto indaffarati che in genere gli impianti si fermano per guasti e se gli uomini della manutenzione sono occupati si perde tempo produttivo, si perdono profitti, si deve ricorrere agli straordinari per evadere gli ordini ed inevitabilmente si crea malumore tra gli operatori. Sono queste le cosiddette perdite per guasti, guasti che non devono essere considerati come una caratteristica della macchina, ma molte volte sono causate da un uso errato degli impianti e quindi queste perdite possono essere abbattute o quantomeno contenute. Lo scenario produttivo attuale prevede una elevata differenziazione e la produzione di lotti di piccole dimensioni che determinano più volte al mese o anche più volte al giorno cambi di tipologia di prodotti. Cambiando la tipologia di prodotti bisogna sostituire anche gli utensili, gli stampi, le attrezzature e tutti quegli strumenti necessari alla produzione. Il tempo perso per il cambio degli utensili e dei materiali costituisce la perdita per attrezzaggio. Il tempo per la messa a punto, finchè non si realizzano prodotti della qualità richiesta, costituisce la perdita per regolazioni. Nonostante la forte automazione subita dagli impianti capita spesso che si verifichino delle brevi e frequenti fermate ma trattandosi di piccoli inconvenienti sistemabili anche dall’ addetto di produzione senza richiedere l’intervento del personale di manutenzione.Queste sono le cosiddette perdite per microfermate che possono essere sistemate facilmente per cui sono sempre trascurate e sottovalutate. Tuttavia se si esaminano da vicino le perdite subite, ci si accorge che queste microfermate causano sorprendentemente delle grosse perdite di produttività degli impianti interessati e quindi di denaro. Altra perdita spesso sottovalutata è quella detta perdita per riduzione di velocità che si verifica quando si vuole aumentare la velocità dell’impianto ed inevitabilmente si ottiene una precisione inferiore nelle lavorazioni ed una non conformità dei prodotti. Sempre rimanendo nella produzione non conforme si verifica frequentemente che dopo una giornata di produzione ci si accorge del fatto che i pezzi non sono conformi alle specifiche a causa , ad esempio, di un bullone di serraggio dell’utensile allentato. Questo genere di spreco è causato dalle cosiddette perdite per difetti e per riparazioni, infatti non serve a nulla lavorare se, pur mettendocela tutta, alla fine si fabbricano difetti. Si presenta quindi una duplice perdita, la perdita per una errata produzione ed una perdita per la riparazione del difetto. E’ inoltre normale che in alcune stagioni dell’anno gli impianti impieghino molto tempo per raggiungere le condizioni di regime perché ad esempio la temperatura dell’olio non si alza, la velocità è ridotta, ecc. Queste perdite sono le perdite di resa all’avviamento che si verificano per cause simili e quelle che provocano le perdite per le regolazioni dopo gli attrezzaggi. |
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Efficienza globale degli impianti - OEE Una volta identificate le cause che determinano l'inefficienza degli impianti, per valutare tale efficienza è necessario avere un indicatore che rappresenti il barometro dello stato di salute del macchinario. Tale indicatore è detto “efficienza globale dei macchinari” e deriva dalla nota definizione internazionale OEE, Overall Equipment Effectiveness, espressa dalla seguente relazione: EFFICIENZA GLOBALE (OEE) Disponib. Pratica * Efficienza prestazioni * Indice di qualità |
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Cosa la TPM è
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Cosa la TPM non è
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| Cos'è e come si effetta un AUDIT ? |
| TIPOLOGIA DEI GUASTI |
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Deterioramento forzato |
50% |
Guasti rimediabili attraverso una corretta manutenzione di base, cioè ordine e pulizia, lubrificazione e mantenimento delle condizioni ottimali (Troubleshooting) |
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Progettazione debole |
35% |
Guasti rimediabili attraverso il Problem solving |
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Casualità |
15% |
Guasti che si presentano per la prima volta |