Al di sopra delle procedure specifiche
per ogni attività lavorativa è necessario porre una procedura che dia le
indicazioni generali su come svolgere tale attività. Nello specifico è
importante definire le fasi dell'attività manutentiva secondo uno schema
simile al seguente:
. Attività preliminari: tutte le
azioni che devono essere effettuate prima di dare inizio alla vera e
propria manutenzione. Per esempio bisogna definire come delimitare l'area
in cui si effettua la manutenzione (dipende molto dalle dimensioni
dell'impianto e dal lay-out aziendale), quali interventi preliminari
devono essere effettuati sulla macchina o sull'impianto (per esempio
rimozione del pezzo in lavorazione), quali indicazioni il manutentore deve
apporre sulla macchina o sull'impianto per ridurre i rischi di avviamento
intempestivo, come isolare e/o mettere sotto tensione le macchine ecc..
. Attività diagnostiche facenti
parte della manutenzione programmata: tutte le verifiche necessarie per
verificare il buono stato di conservazione delle parti di macchina
soggette a deterioramento e/o delle parti essenziali per la sicurezza
delle persone e per la perfetta efficienza della lavorazione. A questo
livello è importante chiarire come utilizzare gli strumenti (liste di
controllo, criteri di intervento su macchine o componenti specifici) che
saranno messi a disposizione nelle procedure di livello più basso.
. Attività diagnostiche relative
alla manutenzione su guasto: in sostanza si tratta della ricerca guasti
che risulta sensibilmente diversa a seconda che si tratti di manutenzione
meccanica o elettrica. A questo livello è possibile dare solo indicazioni
estremamente generiche sulle precauzioni da adottare se la ricerca guasti
deve essere effettuata quando la macchina non è completamente
disalimentata. Le indicazioni di dettaglio sui diversi settori saranno
fornite dalle procedure di livello immediatamente inferiore. Bisogna
ribadire l'importanza delle indicazioni relative all'attività di ricerca
guasti che rappresenta uno dei compiti più rischiosi per i manutentori.
. Attività di riparazione: tutte
le attività volte a ripristinare le condizioni di perfetto funzionamento
delle macchine e degli impianti. Anche in questo caso a questo livello si
possono dare solo indicazioni a carattere generale. È fondamentale anche
stabilire quali devono essere le condizioni della macchina o dell'impianto
perché questo possa essere
riconsegnato all'operatore. È un aspetto fondamentale perché
non di rado accadono incidenti in seguito al fatto che macchine o
impianti vengono riconsegnati agli operatori anche se non completamente
riparati.
. Documentazione dell'attività:
ogni intervento manutentivo deve essere documentato sia per esigenze
interne di ottimizzazione della gestione delle attrezzature, sia per dare
evidenza oggettiva agli organismi di controllo in merito alla applicazione
effettiva delle procedure di manutenzione in e per la sicurezza.
Un altro compito importante della
procedura generale di manutenzione è quello di definire la logica con cui
si scelgono le priorità di intervento. Supponiamo che una azienda sia
costituita da due reparti diversi che ricorrono ad un servizio
manutenzione centralizzato. I due reparti, ovviamente, avranno due capi
reparto che chiameranno il servizio in caso di cattivo funzionamento delle
macchine. Inoltre il servizio manutenzione deve svolgere le attività di
manutenzione programmata (che svolgono anche la funzione di garantire nel
tempo la sicurezza delle macchine). Può accadere che, contemporaneamente,
i due reparti chiedano l'intervento del servizio manutenzione quando il
medesimo è impegnato in una manutenzione programmata. Si verifica quindi
un picco di lavoro a cui il servizio non può sopperire Con l'immediatezza
richiesta, separatamente, dalle tre situazioni. Cosa deve decidere,
dunque, il responsabile della manutenzione ?
A livello organizzativo, qualora si
presenti il conflitto descritto sopra, esistono due alternative:
. Si ricorre al responsabile di
produzione per fare definire le precedenze.
oppure
. Si stabiliscono
preventivamente delle regole che stabiliscono le priorità.
Secondo chi scrive la seconda soluzione
è la migliore fatto salvo il fatto che il responsabile di produzione, per
valide ragioni, ha sempre il diritto di sovvertire le regole.
Attenzione! In questo modo non si
aumentano le responsabilità del servizio manutenzione in quanto il suo
unico compito sarà quello di applicare puntualmente le regole stabilite
dalla azienda.
Secondo chi scrive le priorità
dovrebbero essere le seguenti:
. Manutenzione di ripari e
sistemi di sicurezza.
. Manutenzione su guasto.
. Manutenzione programmata.
È chiaro che in uno stesso ambito si
privilegeranno le macchine più importanti per il ciclo produttivo. È
altrettanto evidente che se per intervenire su una urgenza si interrompe
una manutenzione, la macchina oggetto della manutenzione non deve essere
messa a disposizione dell'operatore.
Infine deve essere stabilito che, in
ogni caso, macchine con problemi di sicurezza non devono essere utilizzate
o possono essere utilizzate solo adottando precauzioni aggiuntive.
Ultimo aspetto da prendere in esame a
questo livello è quello della frequenza della manutenzione programmata
che, a seconda dei diversi aspetti, delle caratteristiche dei gruppi da
esaminare ecc. dovrà avere cadenze adeguate per garantire che la
probabilità di guasto, e a maggior ragione quella di guasto pericoloso,
sia ridotta nell'intervallo temporale fra due interventi
manutentivi. Questo aspetto ha ripercussioni importanti anche sulla
sicurezza dei manutentori perché
è noto che la manutenzione su guasto è sempre più complessa, e
parimenti pericolosa, della manutenzione programmata.
In definitiva la procedura generale è
quella che definisce le regole del sistema di gestione della manutenzione.
Pur trattandosi di una procedura obbligatoriamente semplice e snella è
quella che fornisce l'impronta per tutte le procedure di maggiore
dettaglio.
PROCEDURE DI MANUTENZIONE PER
SETTORI SPECIFICI
In via normale nelle aziende
manifatturiere, in relazione a macchine e impianti, i manutentori si
dividono in due o tre categorie: meccanici, elettrici ed elettronici. A
queste si aggiungono i manutentori chimico - impiantistici in quelle
aziende in cui l'aspetto chimico è molto importante (altrimenti questi
aspetti vengono gestiti dai manutentori meccanici). A livello di procedure
specifiche, vista anche una certa intercambi abilità fra manutentori
elettrici ed elettronici, si possono in gran parte dei casi sviluppare
due procedure di settore, una per i meccanici e l'altra per gli elettrici
e gli elettronici.
Le procedure devono contenere almeno i
seguenti punti:
. Abbigliamento corretto e DPI
necessari per le operazioni di manutenzione.
. Set di attrezzi base che
devono essere sempre disponibili sul luogo della manutenzione e
caratteristiche minime degli attrezzi medesimi.
. Precauzioni per lo smontaggio
di parti, l'accesso a zone pericolose, gli interventi su macchine
alimentate, la ricerca guasti.
. Precauzioni da adottare se il
manutentore si deve fare supportare dagli operatori (è una necessità
frequente quando si effettua una ricerca guasti).
. Criteri di scelta dei ricambi
(in particolare quando ricambi originali non sono disponibili).
Non si tratta di procedure complesse ma
è fondamentale che anche quelle indicazioni che parrebbero banali siano
scritte per uniformare al massimo il modo di lavorare dei singoli addetti
e per dare evidenza dei criteri adottati in azienda agli organi ispettivi.
PROCEDURE DI MANUTENZIONE PER
FAMIGLIE DI MACCHINE O IMPIANTI
Queste procedure rappresentano un
tentativo di ridurre al massimo l'articolazione del sistema per evitare
che un insieme estremamente frammentario di procedure possa indurre gli
addetti in errore. L'idea si può applicare solo in quelle aziende che
hanno un certo numero di macchine simili. In caso contrario l'unica
soluzione è quella di procedere sviluppando una procedura per ogni singola
macchina.
Le procedure relative alle famiglie di
macchine devono indicare, prima di tutto, i rischi manutentivi che
caratterizzano la famiglia in questione. È evidente che si tratterà di
una indicazione generale che non potrà entrare nel dettaglio della singola
macchina. In generale questo tipo di indicazione dovrebbe essere
sufficiente a informare adeguatamente i manutentori in materia di rischi
residui. In alcuni casi la complessità di una o più macchine appartenenti
ad una stessa famiglia costringe a sviluppare procedure specifiche che
vanno ad integrare quelle già sviluppate per la famiglia.
Oltre all'indicazione dei rischi devono
essere fomite tutte le informazioni necessarie per operare in sicurezza in
relazione ai rischi rilevati. In particolare bisogna indicare la necessità
di accorgimenti o attrezzi specifici necessari per effettuare la
manutenzione senza incorrere in danni. Di particolare importanza sono le
modaità di isolamento delle macchine e le tipologie di manutenzione per
cui è ammesso intervenire senza che la macchina sia completamente
isolata.
Naturalmente a fianco alle indicazioni
necessarie per la sicurezza dei manutentori e dei lavoratori durante le
fasi di manutenzione è necessario mettere a disposizione del servizio
manutenzione anche l'elenco, e eventualmente le modalità di verifica,
degli elementi che i manutentori sono tenuti a controllare per garantire
la sicurezza d'uso della macchina.
PROCEDURE PER MACCHINE E IMPIANTI
SPECIFICI
La differenza fra queste procedure e le
precedenti è trascurabile a livello di impostazione. I contenuti sono gli
stessi solo che le procedure si riferiscono a un singolo sistema
produttivo presente in azienda.
Qualche precisazione in più meritano
gli impianti complessi. In questo caso si tratta di organizzare la
manutenzione di più macchine o impianti singoli che concorrono a formare
un unico impianto complesso. Questo cambia sensibilmente le regole di
intervento: per esempio spesso è necessario isolare tutti i singoli
elementi costituenti l'impianto prima di procedere alla manutenzione.
Inoltre i rischi di avvio intempestivo aumentano al crescere delle
dimensioni dell'impianto. Si tratta quindi di sviluppare procedure
estremamente complesse che in alcuni casi possono apparire di difficile
applicazione. È comunque vero che la competenza dei manutentori addetti a
impianti complessi deve essere particolarmente elevata e che la capacità
di interpretare le procedure deve, in questo caso, essere proporzionata
alla competenza. Pur essendo questo articolo rivolto più al settore
meccanico vorremmo portare ad esempio gli impianti complessi come gli
impianti di raffinazione petrolchimica, le piattaforme petrolifere ecc.
per cui il problema globale delle procedure, anche relativa alla
manutenzione, è stato risolto da tempo in virtù di una legislazione assai
più stringente di quella che definisce i canoni di sicurezza per il
settore di nostro interesse.
CONCLUSIONI
Come detto la problematica esaminata è
stata presa in considerazione solo in tempi recenti dalle aziende più
attente alle problematiche di sicurezza. È quindi difficile stabilire a
che punto potrebbe essere necessario spingere l'attività di analisi e di
sviluppo delle procedure per quanto possibile semplici e concrete. Si
reputa che la parte di analisi sia determinante per identificare le
oggettive carenze di sicurezza connesse con l'attività di manutenzione che
si effettua in una determinata azienda.
Il problema, a nostro avviso, resta
quello dell'esecuzione dell'analisi e dello sviluppo delle procedure.
Appare evidente che, là dove l'uso della medesima tipologia di macchine
entro certi limiti può essere considerato simile quando si passa da una
azienda all'altra, le modalità di manutenzione, anche a parità di
impianti, variano in modo determinate da azienda ad azienda. È quindi
necessario un lavoro piuttosto lungo e complesso per mettere a punto
procedure effettivamente adeguate al modo di lavorare in azienda.
Al di là di queste difficoltà pare
comunque chiaro che le aziende devono provvedere in tempi brevi a
regolarizzare tutte quelle attività che pur critiche per la sicurezza non
sono state ancora seriamente prese in esame.
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