Le
Direttive europee dei primi anni '90 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro,
recepite in Italia principalmente dalla ormai famosa 626/94,
hanno portato all'attenzione in modo diffuso e generalizzato il tema della
sicurezza, modificando radicalmente l'impostazione di tipo repressivo
degli anni'50 per introdurre un approccio preventivo e proattivo da parte
delle aziende.
Compito che la legge assegna alle aziende è, infatti, quello di
analizzare le lavorazioni che costituiscono il proprio ciclo produttivo,
individuare i pericoli per i lavoratori, eseguire conseguentemente una
valutazione dei rischi, attuare misure di prevenzione sufficienti per
l'eliminazione o la riduzione possibile del rischio. Inoltre, la legge
prevede anche che le aziende pianifichino un programma di miglioramento
per una continua riduzione del rischio residuo ed una migliore gestione
controllata della sicurezza sul lavoro.
In questi anni le aziende hanno spesso avuto oggettive difficoltà per
tenere sotto controllo l'intero apparato organizzativo necessario a
garantire la realizzazione, da un punto di vista sostanziale e non solo
formale, degli adempimenti di legge; da qualche tempo perciò il mondo
industriale europeo sentiva il bisogno di individuare uno standard
normativo di riferimento nel campo della gestione della sicurezza e salute
dei lavoratori.
Proprio le politiche comunitarie di armonizzazione delle diverse
legislazioni in materia hanno contribuito a superare le diversità e le
resistenze a ricercare un approccio comune a livello internazionale;
tuttavia le problematiche che tale argomento implica erano state finora
dei fattori ostativi ad introdurre sistemi organizzativi in materia di
sicurezza strutturati in modo da poter essere sottoposti a controlli
indipendenti (sistemi certificabili). Per tutti gli anni '90 ci si è
trovati quindi in una situazione confusa, nella quale il mercato disponeva
finalmente di un quadro legislativo innovativo ed europeo, enfatizzato a
tutti i livelli (compreso quello pubblicitario), ma non supportato da
sistemi di gestione sufficientemente definiti e riconosciuti. Le aziende
hanno dovuto quindi impostare un proprio sistema di gestione, basato sui
concetti di prevenzione ed autovalutazione dei rischi, senza poter far
riferimento ad una precisa metodologia che li accompagnasse in tale
percorso bensì soltanto sulla base dei requisiti di legge, peraltro molto
dettagliati ed articolati. Per questo motivo un orientamento ancora
diffuso, indica proprio nelle norme cogenti esistenti (in particolare la 626/94)
il modello di riferimento da seguire per realizzare un sistema di gestione
della sicurezza (o SGS).
Un altro approccio, più classico, indica come modello da seguire l'unico
standard esistente fino al 1999 e vale a dire la norma
inglese BS 8800: 1996 "Guide to occupational health and safety
management systems". Un limite insuperabile di entrambe è
tuttavia la non-certificabilità di tali norme; la prima perché avente
valenza legale e la seconda perché, come dice la denominazione stessa,
essendo una guida alla realizzazione di un sistema di gestione della
sicurezza non risulta strutturata come documento da sottoporre ad audit.
La dimostrazione della insufficiente offerta a fronte di una richiesta
generalizzata, fu il proliferare di standard prodotti da singoli enti di
certificazione, i quali contribuirono ad accrescere l'interesse verso tali
sistemi senza tuttavia fornire la soluzione del problema ma anzi generando
talvolta una disincentivazione da parte delle aziende, confuse da opzioni
diverse aventi una validità parziale ed uno scarso riconoscimento che
giustificasse lo sforzo per implementarlo. Nel novembre 1998 quindi, il BSI
(British Standards Institution) avviò un gruppo di lavoro
costituito dai principali enti di certificazione (tra cui DNV, SGS, BV,
Lloyds Register), da organismi di normazione nazionali e da consulenti
specialisti, allo scopo di pervenire finalmente ad uno standard
armonizzato per il quale potesse essere richiesta la certificazione;
ulteriore obiettivo fu quello di favorire l'integrazione con le norme
attualmente più diffuse in termini di certificazione di sistemi e cioè
le ISO 9000 e le ISO 14000.
Il risultato di questo lavoro si è concretizzato nella norma OHSAS
(Occupational Health and Safety Assessment Series) 18001,
ufficialmente rilasciata in Gran Bretagna nell'Aprile 1999. Tale norma è
un importante passo verso la creazione di uno standard internazionale che
possa essere riconosciuto in ambito ISO, in modo da affiancare con pari
dignità le norme per i sistemi di assicurazione
qualità (ISO 9000) e quelle dei sistemi di gestione ambientale (ISO
14000). Sebbene, infatti, costituisca ancora una norma la cui
valenza è legata al prestigio di alcuni enti di certificazione e ad un
mutuo riconoscimento non inquadrato in alcuno schema d'accreditamento, è
indubbio che l'organismo internazionale di normazione non potrà
prescindere da tale norma nella realizzazione di uno standard su tale
tema. Si badi che la pubblicazione della OHSAS
18001 non implica automaticamente il superamento dei sistemi
certificativi dei vari enti dai quali è derivata; alcuni di questi
infatti presentano, come è logico, requisiti ed approcci parzialmente
differenti e mantengono quindi una loro validità indipendentemente dalla
norma che ne è derivata. Inoltre la mancanza di un preciso schema di
accreditamento che prediliga la OHSAS 18001
rispetto agli standard originali consente ad ogni ente di certificazione
di proporre il proprio documento come riferimento per la certificazione.
E' tuttavia evidente che scopo finale di tutti i soggetti che hanno
partecipato alla sua stesura e, direi, di ogni addetto ai lavori, non può
che essere quello di indirizzare la platea delle aziende verso un
riferimento normativo di livello superiore, per rispondere ai bisogni del
mercato con un sistema universalmente applicabile e verificabile da enti
esterni, in attesa di un recepimento da parte dell'ISO.
OHSAS 18001 è stata sviluppata in
modo da enfatizzare la sua compatibilità con le ISO
9000 ma ancora di più con le ISO
14000, la cui struttura risulta sostanzialmente identica; ciò
è peraltro giustificato dalla vicinanza concettuale e metodologica tra i
temi trattati da tali norme e, particolarmente per le ISO
14000, dall'ampia comunanza dei contenuti. Da ciò dovrebbe
risultare una relativamente facile integrazione nelle aziende già
certificate ISO 9000 e/o ISO 14000 dei
Sistemi di Gestione della Sicurezza; inoltre, essendo ormai l'approccio
sistemico delle ISO 9000 molto noto ed
applicato, è ipotizzabile una più rapida e soprattutto efficace
diffusione anche della norma OHSAS 18001.
Applicando i concetti della Qualità Totale e la metodologia ISO 9000 ai
temi della sicurezza si ottiene un sistema aziendale, in altre parole un
insieme di procedimenti, mezzi, risorse ed attività che portano ad un
effettivo controllo dei rischi ed alla tensione da parte di tutti verso la
prevenzione. Il percorso si realizza mediante lo studio delle dinamiche e
dei processi aziendali, la definizione di una politica aziendale per la
sicurezza con obiettivi misurabili, l'individuazione di nuovi modelli
comportamentali, la codifica di tale politica e modelli in documenti di
riferimento in modo che tutto il personale sia portato ad agire secondo
una linea di condotta comune, aziendale e non più personale.
Chi scrive opera da anni per favorire un'integrazione dei sistemi qualità,
sicurezza ed ambiente nelle aziende, consapevole della molteplicità degli
aspetti comuni e dei vantaggi dei sistemi integrati, sia per quanto
riguarda la facilità di implementazione che per l'efficacia da un punto
di vista operativo; la norma OHSAS 18001
consente di tracciare un percorso comune tra ambiente e sicurezza e
fornisce gli elementi necessari per una proficua integrazione dei sistemi
organizzativi finalizzati alla gestione di tali aspetti. Da oggi, le
aziende hanno uno strumento a carattere operativo e normativo strutturato
in modo tale da fornire un valido supporto verso la creazione di un
sistema integrato efficace e concretamente applicabile. Da quest'anno
infine, è possibile anche richiedere la certificazione per tale norma ai
principali enti di certificazione. Un ulteriore pubblicazione, la linea
guida OHSAS 18002 "Guidelines for the
implementation of OHSAS 18001", è attualmente in fase di
bozza e sarà a breve pubblicata; tale guida risulta estremamente utile
per affrontare il problema dell'applicazione di un sistema di gestione
della sicurezza conforme all'approccio delle ISO
9000 ma attento agli aspetti tecnici e legali tipici
dell'argomento. La struttura della norma è finalizzata alla dimostrazione
dell'esistenza di un sistema organizzativo per coordinare le attività
relativamente alla gestione della salute e sicurezza dei lavoratori e
degli impianti, con modalità che garantiscano la conformità alle leggi e
la corretta gestione dei rischi.
La struttura della OHSAS 18001 è in
linea con gli attuali modelli per la gestione dei sistemi e consiste in
sei sezioni; i box elencati nella tabella ne sintetizzano i principali
contenuti.
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